Questa estate 2010 sono ritornato in Messico, dopo dodici anni.
Scampato a narcos e ad altri soggetti non graditi...
Tappe principali: Real de Catorce, il deserto sacro Wirikuta, Zacatecas, Sierra Nayarit, Guanajuato, Oaxaca e dintorni... E ovvio Ciudad de Mexico.
Tra autobus, minibus e passaggi non ortodossi, 4600 chilometri di viaggio, nutrito da paesaggi di alberi, deserti, canyon, siti archeologici,...e di esseri umani...
Ho incontrato Rocio Echevarrìa, la tenace responsabile dell'associazione Casa Huichol che da decenni aiuta gli indios huichol malati (www.casahuichol.org). A lei ho personamente consegnato dei soldi, parte dei quali derivanti dai diritti di autore del romanzo.
Ho conosciuto un'altra donna speciale: Patricia Díaz Romo, la responsabile del progetto "Huicholes e pesticidi", il cui link si trova in fondo al blog.
Così nutrito, sono ritornato in Italia, sperando, un giorno, dalle ispirazioni respirate, di nutrire a mia volta.
Walter G.
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