Il presente blog è connesso a "La posada di doña Carmen" Ed. OGE, 2009 (www.edizioni-oge.com)
Il romanzo di viaggio tocca anche aspetti di giustizia sociale, di sostenibilità, di globalizzazione, di cultura huichol, l’antico popolo messicano del peyotl, di riti sciamanici e di autoconoscenza.
Contiene verità sull’irresponsabile uso di pesticidi, imputati anche di gravi malattie tra gli indios del Nayarit, e simbolo dei tanti disequilibri “non sostenibili” del mondo. Per approfondimenti rimando ai link in fondo pagina.
Parte dei diritti di autore saranno devoluti alle popolazioni amerindie del Nayarit.
Ben accetto ogni commento attinente ai temi!
Walter
sabato 13 giugno 2009
BENVENUTO!
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Putroppo non potrò assistere alla presentazione del romanzo ma spero di poterne seguire le tracce.
RispondiEliminaA presto
Marco
Grazie Marco.
RispondiEliminaQuesto Blog è il filo giusto per seguirne le tracce.
A presto.
Walter
Dal blog sembra essere un libro interessante, cercherò di essere presente all'incontro in biblioteca.
RispondiEliminaLa splendida copertina, ti trasmette la sensazione, a te lettore, che aprendo il libro, ti ritroverai insieme a Doña Carmen, ad assaporare pagina dopo pagina, forse seduto in uno dei tavoli della sua Posada.
RispondiEliminaStasera non meancherò,
vale
Doña Carmen è il femminile in ciascuno e la sua posada è il luogo degli incontri dei corpi e delle anime... Buon Viaggio.
RispondiEliminaWG
Ciao Walter, bello il tuo romanzo... me lo sto proprio gustando. Lenntamente, dati i tempi concessi alla lettura in questi giorni, ma con grande piacere. Arianna
RispondiEliminaDa leggere, rileggere e poi ancora e ancora...Ed ogni volta ci trovi una parte di te stessa, quella che vorresti essere, quella che non sai di essere...Grazie Walter di questo grande dono. Ale
RispondiEliminaCommenti come questo certo riempiono l'anima di chi ha anche sudato a scrivere. Il romanzo può avere diverse chiavi di lettura: prima, forse, la trama che avvince; poi le "illuminazioni" del protagonista con i riti, poi la storia e la crescita dei singoli personaggi, poi le poesie... poi aprire a caso il libro... ciascuno può trovare la sua via di approfondimento e sentire quanto il testo rispecchi sè secondo le proprie inclinazioni e momenti di vita... Ogni personaggio ha dei traumi, potremmo dire delle disabilità, come ognuno. Ma, come dice Oscar Pistorius, il fantastico atleta senza gambe, "per una o due disabilità, vi sono milioni di abilità"! Che ciascuno scopra e valorizzi le proprie abilità!
RispondiEliminaUn sorriso.
Grazie Ale
WG
Nel riaprire il libro a fine lettura, forse non a caso, i miei occhi sono tornati sul dito che indica la luna…una splendida sintesi di ciò che il tuo romanzo mi ha lasciato. L’ultima espressione trasognata di Donna Carmen mi ha riportato a quella di un personaggio molto diverso, in un romanzo molto diverso: “Ogni cosa è illuminata”. Vi ho ritrovato la stessa espressione di chi decide di abbracciare la morte per andare incontro alla vita che gli è sempre stata negata. Nella tua dedica mi hai augurato buon viaggio e in effetti è stato davvero un bel viaggio, Walter, grazie. Lo regalerò sicuramente a chi penso possa apprezzarlo. Arianna
RispondiEliminaL'espressione trasognata di Carmen è anche espressione di chi guarda alla vita con una inalienabile sete di pienezza. Che a volte travolge... Ci sono nel romanzo meno personaggi femminili che maschili.. ma i personaggi femminili presenti... hanno una forza che... ma non voglio parlare io...
RispondiEliminaContento delle tue parole, Arianna. ... e che tu abbia riaperto il libro... Un sorriso
WG
Un viaggio in cui si parte insieme alla storia e si torna più vicini a se stessi.
RispondiEliminaStorie, Verità, Emozioni, Immagini, Sciamanesimo, simboli,Metafore vive.
Un viaggio multidimensionale intriso d'Anima,di visibile ed invisibile.Di Corpo.
Un filo di Unione con il Potere di stare in contatto con l'esistenza e la vita.Un bellissimo dono, Walter;riconsegnandoci anche la Forza di Amore di un popolo antico che ancora conosce la relazione con la natura e la sacralità. Uno sguardo alla coscienza per Curare la nostra "Presenza" nella vita e nelle scelte. Grazie di Cuore.
Marta le tue parole mi lasciano senza parole. ("Non dissi nulla, perché del cuore delle cose non si può dire nulla"). Solo un abbraccio e un grazie sentito per la condivisione. Walter
RispondiEliminaCaro Walter, mancano 5 pagine alla fine, ma le ultime pagine lette erano talmente intense che non potevo continuare a leggere in pausa pranzo al lavoro, per il rischio di dover spiegare le mie lacrime di emozioni. Non vedo l'ora di continuare solo per ricominciare da capo. Grazie di cuore pr aver condiviso le tue parole, le tue saggezze. Un abbraccio forte. Ariela
RispondiEliminaOttimo libro. Scritto molto bene ed avvincente.
RispondiEliminaComplimenti.
Stefano
"La posada" è davvero un bel libro, un romanzo di formazione che racconta di un dirigente milanese catapultato in Messico nel mezzo del cammin di una vita che gli sta riservando non poche delusioni: lavoro e affetti, amore e identità mostrano tutti vistose crepe. In Messico il protagonista si trova a dover fare una scelta: osare, sondare il terreno fragile del proprio io, affrontare antiche paure mai affrontate fino in fondo; oppure lasciar perdere, non ascoltare le voci che vengono dagli indios, dal loro sguardo profondo, dai misteriosi riti degli sciamani, dalla calda sensualità di una donna generosa e solare. Il dirigente sulle prime ha un approccio razionale, anche perché lo sguardo che gli viene proposto è altro, intimo, particolare, sensibile. E chi gli indica la via - solo per accenni, perché ciascuno deve poter fare il proprio percorso - sono proprio quegli indios che vengono sistematicamente calpestati dall'uomo bianco e dalle sue pretese ragioni. Romanzo di formazione, dunque, ma anche di deformazione, visto che le multinazionali del tabacco conducono quei luoghi e quelle culture alla sistematica rovina in nome delle magnifiche sorti e progressive. Formazione, deformazione, ma anche informazione in questo romanzo, perché tanto si apprende sulla cultura india, così ricca di senso, rispettosa di sé e degli altri, attenta alla terra e alla vita. Filosofia, magia, sciamanesimo e amore si rincorrono in una trama stesa con mano sicura, per nulla scontata, ricca di suggestioni, scritta in una prosa capace di scarti improvvisi, che illuminano la narrazione di luce nuova. Insomma una sfida vinta quella di Walter Gioia: "La posada di dona Carmen" farà risuonare le corde profonde di chi avrà il coraggio e l'umiltà di mettersi in gioco davvero.
RispondiEliminaClaudio Calzana, autore di "Il sorriso del conte" www.claudiocalzana.it
carissimo Walter,
RispondiEliminaho letto d'un fiato il tuo libro a Capocaccia: splendido!
Denso, passionale, iniziatico, a mò
di scrittore sudamericano di quelli che non ti mollano dalla telepagina mentre leggi...scherzo....!
Fuoco, mutamento, etica umanitaria e saggezza sciamanica sono ottimamamente amalgamati, senza
dimenticare sprazzi di vera poesia spessa e surreale che aumentano l'adrenalina.
Molto tosto il finale per la mia buddica luna in toro che ama i lieto fine ma ho accettato
lo stesso la sfida, che è comunque coerente con la realtà narrata e credo sia ad hoc perchè il lettore non si risieda sui propri allori.
( solo un pelo scontato e tortuoso l'inizio ma solo per lettori a lungo navigati come me....!)
Ho già iniziato a regalarlo alle persone giuste, vorrei acquistarne altre copie con lo stesso
fine virtuoso.
Dove trovarle?
grazie, un abbraccio e buona estate!
Francesca B.
Ancora felice degli ultimi commenti, e di altri che mi giungono per altri media, che danno forza per proseguire sulla via di condivisione di pensieri e sentimenti che fanno eco in altri.
RispondiEliminaWalter
P.S.: Il libro si trova in molte librerie o direttamente ordinabile dal sito dell'editore.
Ho letto il tuo libro, anzi, più correttamente l’ho bevuto, divorato. Mi è piaciuto molto; interessante la trama, stimolante e istruttivo il contenuto. Avrei da farti tante domande, ma me le riservo a quando, se accadrà, ci vedremo. Ho apprezzato soprattutto il fatto che ciò che pensi della vita, ciò che hai capito di te stesso e del mondo lo fai dire agli altri, non indottrini il lettore con pedagogici sermoni. A volte, chi intraprende cammini di ricerca interiore ha la non richiesta propensione a sciorinare le sue verità con scarso senso del pudore. Certo, un libro nasce dalla vita e quindi necessariamente parla di lei, ma un bravo scrittore penso debba diluirla e quasi nasconderla nella vita altrui in modo che leggendo il testo quasi non ci si accorga dello scambio. Deve saper sparire e far vivere ciò che ha creato.
RispondiEliminaMa ciò che mi è piaciuto soprattutto sono le poesie, specialmente le prime due...
un abbraccio Gabriella
La vita frenetica della città, un lavoro stressante. Una situazione emotiva fragile. Una relazione finita. Male. Queste sono le premesse con cui il protagonista del libro si trova catapultato in Messico. Il pretesto che fa organizzare il viaggio è un convegno di lavoro, ma approfittando dei giorni liberi precedenti gli impegni il protagonista viene a contatto con una società ben diversa da quella che conosceva.
RispondiEliminaE’ un viaggio che inizia dallo spostamento fisico per innescare uno spostamento emotivo. Non è un viaggio sempre facile. Ci sono momenti di smarrimento, di paura, di ripensamento. Ci sono momenti in cui il passato riaffiora e fa male.
Sono tante le situazioni nuove con cui il protagonista si trova a confrontarsi e iniziano tutte dalla Posada di donha Carmen, sensuale e provocante proprietaria di una locanda nella sierra messicana del Nayarit.. Un legame alchemico, chimico porta il protagonista a legarsi alla donna. Ma perché? Che cos’ha donha Carmen di così speciale? La sua pelle ambrata, le sue forme generose… Ma non è solo questo.
La coppia di contadini, Clara e Francisco. Il loro segreto. Il loro dolore. Il loro amore per la vita, per la natura. Inizialmente il protagonista sarà freddo nei loro confronti, si sentirà superiore a loro in virtù della propria cultura scolastica, ma poi capirà che questa coppia conosce tutto ciò che nessuna scuola e nessun’università potranno mai insegnare: la vita, la spiritualità, l’amore.
Non solo rapimento sensuale e amicizia. Ci sono in queste pagine fatti di mafia nelle piantagioni di tabacco in cui gli Indios lavorano, misteri, misfatti. Interessi, latifondisti. C’è il rancore, l’odio. La scorza dura che ha chi è stato derubato della propria dignità di essere umano.
Un libro molto bello, pieno di passione. Per l’amore, per la vita, per l’amicizia.
Un libro caldo. Leggendolo si sente il Messico, si sentono i profumi, si sente la terra.
Silvia Passini - Lifegate
Ho incontrato e conosciuto Walter in questi anni apprezzandone vari aspetti. Ora conosco quello di scrittore in cui rivela un lato a me ancora non noto. Il libro mi ha lasciato al termine con la sensazione di assomigliare a di uno di quegli utensili multi uso, utili a persone diverse per scopi diversi, ma comunque indispensabili in quelle situazioni di viaggio in cui improvvisamente devi affrontare una situazione per cui non ti eri preparato. Un buon compagno.
RispondiEliminaGiampaolo (Padova)
ciao walter,
RispondiEliminaho finito adesso il tuo libro
primo difetto: è troppo corto!
a parte gli scherzi, è molto godibile, scritto bene, con rimbalzi fra descrizioni e profondità.
forse veramente l'ho trovato un po' corto, accenna a un sacco di cose ma senza approfondirne nessuna:
per chi ha letto redfield, coelho, rampa &co, le energie sottili esistono già
per chi si fa le canne una possibile percezione della realtà è praticabile (so bene che non è la stessa cosa né l'unica strada...)
comunque grazie per gli spunti preziosi
e complimenti per aver messo tutto insieme in modo armonico e delicato.
Giovanna
Ciao Gio!
RispondiEliminaGrazie per la tempestività e la qualità del feedback. Essenziale e chiaro.
Sono d’accordo. Il romanzo tocca molti temi esterni e non ne approfondisce nessuno. (Non è casuale che mi stia venendo da scrivere il sequel.. Per approfondire, anche ...Qui lo dico e qui lo nego). L’unico filo conduttore che vuole approfondire, in realtà, è il cammino di autoconoscenza, e non solo del protagonista, attraverso le esperienze e i temi toccati: è stata la scelta che sentivo (ovvio, anche su quel cammino, che è infinito, non si può dire tutto). Ed è stato pensato, se vuoi, per leggerlo tutto d’un fiato, come forse hai fatto tu e molti altri, e poi riprenderlo per centellinarne alcune parti... . Ma ciascuno ne fa ciò che crede, con grande libertà. Insomma, è più pensato come un’assolo di arpa che pizzica alcune corde, piuttosto che una sinfonia beethoveniana con decine di strumenti. E su certi temi è più allusivo che esaustivo. Quindi hai colto giusto. Grazie ancora del commento.
Walter